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Passaporto storico di una
vita in musica. È fatto di per sé raro nella
vicenda storica di un gruppo musicale che le trame etiche, culturali,
espressive e musicali si fondano a tal punto da concentrare in un solo
nucleo creativo tutte le percezioni che ogni componente portà con sé, quale fardello del proprio
personalissimo e imprescindibile bagaglio umano. Ma è altrettanto
facile spiegare le ragioni di questa eccezionalità se si conoscono le
tracce storiche che il gruppo Elicriso ha lasciato agli albori della
propria fioritura, se si conosce la storia di due fratelli Dino e
Paolo Caruso che nel salotto di un parente fornito di organo Meazzi si
cimentavano muovendo i primi passi poco meno di quarant’anni fa in un
repertorio tradizionale (con non poche pittoresche lamentele del
vicinato) equipaggiati di una chitarra elettrica collegata a una radio
valvolare con ingresso jack modificato e un piccolo set di batteria.
Artigianato che rivela l’umano e il senso della dedizione. Erano gli
anni dello sbarco sulla luna, e l’apertura di frontiere, non solo
fisiche, spaziali, ma anche e soprattutto etiche e culturali fra BEAT
e rivoluzione, davano nuovi spazi entro cui mettersi in gioco,
credere, inventare, nascere, generare. Il gruppo, inizialmente New
Sound, forse in un’inflessione eccessivamente anglosassone per la
longitudine in cui si svolsero i fatti, ma in linea con quel senso del
nuovo che invadeva ogni cosa, vide poi i due fratelli (autodidatti)
venire alle prese con le scoperte obbligate e quasi mitologiche....continua |
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